MATILDE DI CANOSSA
La predilezione di Matilde di Canossa per Polirone favorisce la fioritura religiosa e culturale dell’abbazia tra l’11. e il 12. secolo. La “Signora” di Canossa, ultima erede di una potente dinastia imparentata con gli imperatori germanici, protagonista della lotta per le investiture a fianco di Gregorio VII contro Enrico IV, donna di profonda spiritualità grazie anche alla guida di Anselmo, il patrono di Mantova, onora l’amato monastero scegliendolo come luogo della sua sepoltura. Qui il suo corpo rimane dal 1115 al 1633, quando il papa Urbano VIII lo reclama a Roma nella basilica di San Pietro, per rendergli gloria in un magnifico sepolcro realizzato dal Bernini. A ricordo della “Grancontessa”, la basilica polironiana custodisce l’urna di alabastro che per cinque secoli ha racchiuso le sue spoglie mortali e il prezioso mosaico di Santa Maria, denominato “il tappeto funebre di Matilde”.