Ultima Cena - Turismo San Benedetto Po

Complesso Monastico | Ultima Cena - Turismo San Benedetto Po

L'ULTIMA CENA

Nel 1510 Gregorio Cortese decise di decorare tutta la parete ovest del refettorio e chiamò per questo due artisti: il veronese Girolamo Bonsignori che dipinse l’Ultima Cena su una tela incastrata nel muro e, secondo alcuni studiosi, il giovane Antonio Allegri, detto Il Correggio, per affrescare l’Architettura dipinta in cui il Cenacolo si immaginava inserito. La decorazione venne eseguita fra il 1513 e il 1514. L’affresco che circonda la tela, simula l’interno di una chiesa rinascimentale con due campate coperte a cupola e fiancheggiate da bracci laterali a botte. Su tale edificio immaginario sono dipinte le prefigurazioni bibliche del Cristo e dell’Ultima Cena: in basso a sinistra Il sacrificio di Isacco e a destra L’offerta di Melchisedech, Mosè e David più sopra e due Sibille che profetizzano l’avvento del Cristo in alto. Figure di angeli sono collocate sotto le cupole. La decorazione anticipa temi della riforma protestante e dell’Evangelismo italiano di cui Cortese fu tra i principali esponenti. Il sacerdozio di Cristo, come quello di Melchisedech, è infatti citato come sacerdozio dello spirito in opposizione al sacerdozio materiale ed esteriore della Chiesa del tempo. Nel Cenacolo, il Bonsignori si era ispirato a quello realizzato da Leonardo in S. Maria delle Grazie a Milano. L'influenza leonardesca fu tuttavia assai limitata ad alcuni accorgimenti nella distribuzione delle figure; la ricca policromia e il plasticismo sono invece propri di questo interessante e misconosciuto artista. Alla fine del Settecento, l’abate Mauro Mari fece asportare la tela col Cenacolo, fece intonacare l’affresco e aprire un finestrone centrale. Nel 2019, in occasione della mostra "Il Cinquecento a Polirone" è stato possibile far tornare la tela per la prima volta dopo la soppressione, nel luogo per il quale venne creata. L'opera sarà ospitata nel refettorio fino alla fine del 2026, grazie al prestito concesso dal Comune di Badia Polesine, proprietario del dipinto.

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