Secondo gli antichi, gli asparagi erano afrodisiaci. Ma non c'è naturalmente un gran che da fidarsi, visto che se si vanno a sfogliare i testi antichi, gira e rigira un po' tutti gli alimenti alla fine avevano anche una loro funzione afrodisiaca. Va detto, però, che simbolicamente l'asparago ha sempre rappresentato un segno di fertilità.
Il nome scientifico dell'asparago è “Asparagus officinalis” e appartiene alla famiglia delle liliacee. Gli asparagi sono originari dell'Asia ed erano già noti come pianta spontanea al tempo degli antichi Egizi. Da noi sono presenti sul mercato da marzo a maggio-giugno. Ce ne sono di diversi tipi: quelli verdi (coltivati da noi e nella zona di Altedo), quelli bianchi (coltivati a Bassano del Grappa, a Cesena, e nella zona di Terlano, cittadina fra Merano e Bolzano), quelli violacei (coltivati a Napoli) ed infine quelli selvatici.
Gli asparagi sono i germogli di una pianta erbacea che vengono chiamati “Turioni” e che sono la parte commestibile. Vengono raccolti non appena spuntano dalla terra. In quel momento sono al meglio, belli teneri: se si aspetta a raccoglierli diventano “legnosi”. Ecco come sceglierli dal verduraio: controllate innanzitutto che i germogli siano freschi, il che significa sodi, e che il gambo sia poco legnoso. Quando sono freschi, lo si può notare anche dal colore, che è vivace, dalla polpa che è soda e croccante, e soprattutto dal turione che si spezza senza piegarsi. Verificate infine che gli asparagi che compongono il mazzetto siano della stessa lunghezza. Se desiderate cucinarli successivamente al vapore dovrete optare per gli asparagi grossi, se invece li volete utilizzare in frittata, in un risotto, in una pasta, allora converrà scegliere quelli più sottili. Una volta acquistati, per conservarli, il metodo migliore rimane quello di avvolgerli in un panno umido e tenerli in frigo. Così protetti mantengono la loro fragranza per quattro giorni. Ma c'è un'alternativa al frigorifero: immergete i gambi del mazzetto in acqua fredda. Così si manterranno tranquillamente per un giorno.
Il modo più sano di mangiarli è al vapore, perché solo in questo modo vengono conservate inalterate tutte le proprietà. Al vapore in una cottura che li mantenga croccanti e poi conditi con l'olio extravergine d'oliva ed il limone: la ricetta più semplice e forse proprio per questo una delle migliori. Naturalmente sono gli asparagi verdi che rendono al meglio in un simile condimento.

San Benedetto Po..e l'asparago

Sulla coltivazione dell’ asparago a San Benedetto Po , sapevamo poco fino agli anni 70/80, quando un monaco benedettino proveniente da Perugia  ci rivelò che nel suo monastero era conservata un antico rilievo grafico del monastero di San Bendetto Po ( sec. XVI)  dove veniva indicata la presenza di una spargiaia, posizionata su una considerevole superficie di forma rettangolare, sita nella parte nord del Cenobio, nei pressi delle mura che lo cingevano.

Quindi possiamo affermare che questo prodotto è considerato da molti secoli particolarmente interessante, e che i monaci non si occupavano solo della raccolta degli asparagi selvatici, ma li coltivavano. In più i monaci del monastero di San Benedetto Po consideravano questo prodotto un toccasana dal punto di vista depurativo per il corpo con effetti benefici se consideriamo gli eccessi e gli squilibri dell’alimentazione dei monaci. Con la festa dell’ asparago di San Benedetto Po si vuole dare importanza ad un ingrediente della nostra cucina che si è perso durante il corso degli anni, ma che si sta recuperando.

Il secondo weekend di maggio a San Benedetto Po si svolge tutti gli anni la Sagra dell'Asparago, enogastronomia, spettacoli e cultura tra passato e presente nel solco della tradzione.