Per gli Orari e il tariffario clicca qui

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Comunicazione importante per i pullman

Di seguito, parte dell'ordinanza che vieta il passaggio dei Pulmann sul Ponte che porta a San Benedetto Po, quindi consigliamo, a chi viene in pulmann dall'autostrada A22 del Brennero, di uscire al casello di Pegognaga.

ATTENZIONE: dalle ore 12.00 di Venerdì 25/05/2012, sino a data da destinarsi, è stata disposta sulla S.P. ex S.S. n° 413 “Romana” la chiusura temporanea al transito per i veicoli di massa a pieno carico superiore a 7,5 tonnellate, ad eccezione di quelli adibiti al trasporto pubblico di persone, dei veicoli di soccorso e di pronto intervento e di quelli utilizzati per la manutenzione stradale dal Km. 12+550, in corrispondenza dell’intersezione con la S.P. n° 33 “Roncoferraro-P onte S. Benedetto”, nel territorio del Comune di Bagnolo S. Vito, al Km. 14+050, in corrispondenza dell’intersezione con il raccordo di collegamento della S.P. ex S.S. n° 413 con la Strada Comunale Argine Po Nord, nel territorio del Comune di San Benedetto Po.  

 

Descrizione

  • Il Monastero di Polirone fu fondato nel 1007 da Tedaldo di Canossa, nonno della celebre contessa Matilde, sull'isola che si trovava tra il Po e il fiume Lirone. Il monastero ebbe un ruolo fondamentale nella storia del monachesimo per l'impegno religioso, politico e culturale fino a che nel 1797 fu soppresso da Napoleone Bonaparte. 
    I turisti, nel loro percorso di visita possono ammirare la bellezza dei tre chiostri, quello dei Secolari, quello di San Simeone e quello di San Benedetto:
    • Il chiostro dei Secolari, di cui si possono notare almeno tre fasi costitutive (una fase anteriore al XV secolo, una databile al 1475 e una del 1674) era destinato ad accogliere i pellegrini e i poveri al piano terra (lati est e sud), mentre il piano superiore era dedicato agli ospiti di riguardo. Dal chiostro dei Secolari, attraversando lo scenografico scalone Barberiniano, si accede al Museo Civico Polironiano.
    • Proseguendo sul retro della Basilica, si trova il Chiostro di San Simeone il cui piano superiore era un tempo occupato dall'infermeria vecchia a est, dalla biblioteca e dalla dimora dell'abate a sud, dalle celle-dormitorio dei monaci a ovest e a nord. Al pianterreno invece si trovavano le celle per i monaci di passaggio, la cantina, la sartoria e la calzoleria. Il chiostro, in stile tardogotico, assunse l'aspetto attuale fra il 1458 e il 1480. Sempre a questo periodo sono databili gli affreschi nelle lunette con le Storie di San Simeone, realizzati da artisti forse di scuola fiamminga. Da questo splendido chiostro si accede direttamente alla sala del Capitolo, uno dei luoghi più antichi e importanti del monastero in quanto centro direttivo del cenobio; all'interno è possibile ammirare i resti di tombe di abati del '500.
    • Uscendo dalla sala si può ammirare il chiostro più grande, dedicato a San Benedetto. Ricostruito intorno al 1450 nell'ambito del rinnovamento architettonico di Polirone sostenuto dal commendatario Guido Gonzaga, venne modificato nel lato meridionale a seguito dei lavori di ristrutturazione della chiesa abbaziale realizzati da Giulio Romano.
  • Proseguendo nella visita, si giunge nel Refettorio monastico. Costruito nel 1478, era il luogo dove i monaci consumavano i loro pasti. All'interno vi lavorarono due importanti artisti: il veronese Girolamo Bonsignori che dipinse l'Ultima Cena su una tela incastrata sul muro (oggi conservata nel Museo Civico di Badia Polesine - Rovigo)  e il giovane Antonio Allegri, detto il Correggio, che tra il 1513 e il 1514, affrescò l'architettura dipinta in cui il Cenacolo si immaginava inserito.
  • Al di sotto del Refettorio si possono ammirare le suggestive Cantine cinquecentesche del complesso monastico al cui interno è presente la collezione storico-archeologica del Museo e la collezione  degli antichi carri agricoli reggiano–modenesi.
  • Nel percorso di visita è incluso anche il Museo Civico Polironiano di San Benedetto Po, uno dei maggiori musei etnografici d'Italia fondato nel 1977: con oltre 13.000 oggetti costituisce un importante documento storico sulla cultura popolare padana. Quello che si visita oggi è il nuovo allestimento inaugurato il 2 ottobre 2009 che si trova nei suggestivi piani superiori del complesso monastico, affacciati al chiostro di San Simeone. La prima parte del Museo (sezioni 1 - 15) è dedicata alla cultura materiale e alla società rurale; la seconda (sezioni dalla 16 alla 24) è riservata agli aspetti immateriali: la magia, la religione popolare, le leggende locali e le espressioni artistiche del mondo padano. Di notevole interesse anche la sezione storico-archeologica del Museo, attualmente esposta nei seminterrati dell'ex refettorio monastico, che comprende materiali fittili, lapidei e ceramiche conventuali recuperati durante le campagne di scavo. Un'altra importante collezione è quella degli antichi carri agricoli reggiano–modenesi che si trova nelle cantine dell'ex infermeria monastica. Sono esposti esemplari di carro agricolo reggiano, modenese-carpigiano, bolognese, romagnolo, ferrarese, mantovano e siciliano.
  • I turisti possono, poi, ammirare la grandiosa Chiesa Abbaziale, riedificata tra  il 1540 e il 1545 da Giulio Romano senza demolire le vecchie strutture romaniche e gotiche. Egli adottò soluzioni originali per far convivere diversi stili architettonici creando un interno raffinato ed omogeneo. Le statue di santi che arredano le navate e ornano gli ingressi delle cappelle laterali sono opera di Antonio Begarelli, artista modenese che il Vasari definisce "il Michelangelo della terracotta", mentre il coro e la meravigliosa sacrestia sono arredati dagli armadi intagliati eseguiti da Giovanni Maria Piantavigna tra il 1561 e il 1563. Nell'ambiente posto tra il transetto e la sagrestia si trova la tomba di Matilde di Canossa, un sarcofago in alabastro sorretto da quattro leoncini di marmo rosso. Il corpo della contessa non è più collocato nel sepolcro dal 1633, quando venne trasferito nella Basilica di San Pietro a Roma.
    All'interno della Basilica si trova anche l'Oratorio di Santa Maria databile tra la fine del XI secolo e la metà del XII secolo. Si pensa che qui sia stata originariamente sepolta la Grancontessa, in un'urna interrata di fronte all'altare, in corrispondenza del grande mosaico con le quattro Virtù Cardinali.

 

Legenda:
1. Chiesa Abbaziale
2. Refettorio Monastico
3. Chiostro di San Simeone
4. Chiostro di San Benedetto
5. Chiostro dei Secolari
6. Cantine cinquecentesche
7. Sala del Capitolo
8. Museo Civico Polironiano