Il Museo Civico Polironiano è situato nei suggestivi ambienti recentemente restaurati del piano superiore del Chiostro di San Simeone; vi si accede entrando nel chiostro dei Secolari e salendo lo splendido scalone seicentesco, opera del Barberini.

Il Museo si propone di documentare e trasmettere ai visitatori un’immagine complessiva della società e del mondo padano di oggi, colti nell’attuale fase di passaggio caratterizzata da un instabile equilibrio fra la fedeltà alla tradizione del passato e la spinta verso le  innovazioni del futuro. 

Gli spazi museali sono stati oggetto di un importante intervento di restauro e oggi riportati all’antico splendore.

Fondato nel 1977, il Museo Civico Polironiano di San Benedetto Po è uno dei maggiori musei etnografici d'Italia. Con oltre 13.000 oggetti costituisce un importante documento storico e propone un recupero delle testimonianze, materiali e immateriali, specifiche dell'area di riferimento del Museo: la pianura fluviale solcata dal Po, adagiata tra le Prealpi e l'Appennino Tosco-Emiliano. 

Il Museo propone quindi ai visitatori un itinerario scandito in cinque parti:

  1. la prima presenta le più tipiche produzioni agroalimentari che oggi caratterizzano il settore economico primario in area padana; 
  2. la seconda illustra i principali mutamenti dell’assetto sociale e della vita comunitaria verificatisi in questa stessa zona nel corso degli ultimi cent’anni; 
  3. la terza narra le profonde trasformazioni del paesaggio e dell’ambiente naturale qui operate dall’uomo e allude ai più importanti lasciti dovuti alla presenza monastica; 
  4. la quarta documenta le forme di trasmissione e di persistenza in loco di usanze tradizionali e devozioni popolari che tuttora rispondono ai bisogni di protezione avvertiti dagli abitanti del bacino del Po; 
  5. la quinta e ultima parte è infine dedicata ai linguaggi e ai generi artistici (sia di matrice popolare che d’autore) i quali hanno saputo valorizzare il patrimonio ambientale e di cultura legato a questa terra, al fiume e ai suoi miti. 

Nei seminterrati dell'ex refettorio monastico e dell'ex infermeria trovano collocazione rispettivamente la sezione archeologica con reperti rinvenuti durante le campagne di scavo nel complesso monastico e la collezione di carri agricoli padani, la più ricca a livello regionale.